RESTITUZIONI 1992

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Introduzione al catalogo
di Feliciano Benvenuti
Presidente
Comitato di consulenza
La Banca per l'Arte

Allo scadere della quarta edizione di "Restituzioni", è possibile stendere qualche riflessione su un aspetto della iniziativa che è utile porre in evidenza come risvolto privilegiato ài una continuità ormai consolidata. Ci pare opportuno attirare l'attenzione su una caratteristica che dovrebbe affiorare dalla mostra stessa delle opere restaurate, ma che per il visitatore può rimanere in un piano piuttosto defilato o allontanato rispetto alle "emergenze" espositive.
'Tale caratteristica è costituita dalla preferenza del Comitato di consulenza, precisatasi nel tempo, per scelte che in qualche modo confermino dei "filoni" tematici o delle tipologie di cui il Veneto sia ricco, o almeno ben dotato di esempi.
La motivazione più immediata di tale preferenza, che è paramenti quella di più alto valore e interesse scientifico, è che l'iniziativa, come altre consimili promosse dalle istituzioni pubbliche preposte al recupero e alla tutela del patrimonio artistico, dischiude campi di analisi e di ricerca storici, estetici, stilistici enormemente favoriti dalla possibilità di indagine "in profondità" dovuta a restauri scientificamente eseguiti secondo le metologie e le tecniche più avanzate e sofisticate, potendo godere di una adeguata ampiezza di mezzi e di sussidi. L'acquisizione di dati e conoscenze conseguenti a tali restauri consente progressi insperati in molti di questi campi coincidenti spesso con tipologie di produzione di cui da tempo si attendevano approfondimenti per i quali gli strumenti tradizionali erano insufficienti.



L'esempio più probante è costituito dalle croci medievali e protorinascimentali in uso nelle processioni religiose, talvolta fino ai giorni nostri. Per la stessa natura del materiale in cui sono forgiate, queste croci costituiscono in partenza un vero "patrimonio" di problematiche così complesse e intricate che solo un restauro moderno può affrontare. Restauro che è volto al recupero del bene nel senso più completo e totale del termine.
Ben tre sono quest'anno le croci processionali presenti in mostra-, due di esse, praticamente coeve, vengono da un'area "laterale" del territorio Veneto; un'altra, risalente al tramonto del Medioevo, è custodita nella Serenissima capitale. Varianti di uno stesso tema e versioni di uno stesso oggetto, insieme confermato e specificato in identità assai caratterizzate, esse si aggiungono alle altre croci consimili, recuperate negli anni precedenti da "Restituzioni" a costituire un "pacchetto" che ci auguriamo incrementato in futuro e a fornire altrettanti dossier di analisi e ricerca per una migliore conoscenza di questa specifica produzione. Un percorso ormai, possiamo definirlo, all'interno di una tipologia di cui non è improbabile si possa in futuro disporre, anche grazie alla nostra iniziativa, di un bilancio non solo soddisfacente, ma perfino esaustivo. Ancor prima delle croci, conferma di questo particolare aspetto viene dall'archeologia, dove anche quest'anno la casistica delle edicole funerarie romane repubblicane ed imperiali, già presentate in passato, si arricchisce di due nuovi esemplari, consentendo di ampliare didascalicamente il discorso sul tema, in relazione ai ritratti tombali clipeati.


Così è nel campo più scontato e a tutti consueto delle pale d'altare, anche in questa edizione presenti con pezzi di grande firma ed eccellente qualità, grazie all'apporto della inesauribile miniera artistica costituita da Venezia. Così è nel "filone" delle sculture lapidee di cui la Terraferma offre, talvolta con "ghiotti" inediti, le più varie e variegate proposte soprattutto relativamente ai secoli più lontani.
Un crogiolo di stili, un crocevia di scambi, una sventagliata di tecniche che forniscono uno spaccato interessantissimo di un panorama artistico tra i più compositi, soprattutto in questo settore specifico-, per cui le novità che non mancano e le acquisizioni di dati che si vanno raccogliendo, non sono mai sufficienti.
Quel che preme qui sottolineare, per questa occasione, è come l'attenzione del Comitato scientifico sia precipuamente rivolta, in parallelo all'equa distribuzione territoriale delle scelte e alla preliminare attenzione per i "casi" di recupero più urgenti, a privilegiare alcuni canali di indagine e di ricerca già aperti negli anni trascorsi, con risultati che hanno invogliato a proseguire su itinerari dischiusi dalla nostra iniziativa. Tali itinerari hanno infatti subito portato, stanno portando e porteranno a traguardi di assoluto interesse, con contributi originali di cui la nostra iniziativa può con soddisfazione vantarsi, non solo per gli aspetti strettamente attinenti al restauro, al recupero e alla "restituzione", ma soprattutto per i progressi conoscitivi del nostro patrimonio artistico.


 


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