Introduzione al catalogo di Carlo Bertelli Coordinatore del Comitato scientifico e curatore della mostra
La presente edizione risponde a una tradizione ormai solidamente affermata cui dette nuovo impulso Bruno Contardi, quando assecondò con entusiasmo la scelta di estendere alla Lombardia gli interventi di restauro che, in origine, erano limitati alle regioni orientali dell'Italia settentrionale. Anche quest'anno la Lombardia è presente con opere restaurate di notevole interesse. Compaiono dipinti veneri che sono oggi nella Regione Lombardia, come il Gerolamo Dal Santo del Poldi Pezzoli, o il Martirio di sant'Afra di Brescia che, se non è, come sembra, di Paolo Caliari, ma del figlio Carletto, attribuisce a quest'ultimo una tela di grande impegno e con elementi di novità, correggendo, con il riconoscimento del vero maestro, anche il nostro giudizio. Un giorno si scriverà sui figli dei grandi capostipiti veneti, sui Bassano e i Tintoretto, su Giandomenico Tiepolo e Francesco Piranesi. Prettamente lombarda è la lunetta del Bergognone, ma le due tele di Bernardino Ferrari, un nobile pittore che né una mostra né una monografia hanno finora lanciato nella celebrità che meriterebbe, illuminano sulla congiuntura milanese dopo la caduta del Moro, quando gli sguardi sono rivolti alle grandi novità romane. Infine due dipinti di Alessandro Maganza giacevano in pessimo stato nei magazzini dell'Accademia di Brera. Uno dei due torna ora a Vicenza, dopo il restauro, dove entrambi erano un tempo, in quella Vicenza che fu così afflitta dalle spoliazioni napoleoniche. Il metodo di lavoro delle Restituzioni è noto. In riunioni comuni fra la dirczione della attività culturali di IntesaBci, le soprintendenze e le direzioni dei musei, si stabilisce un programma d'interventi di restauro che ha come punto finale l'esposizione al pubblico dei risultati raggiunti, illustrati da schede esplicative che mettono in luce le novità della ricerca. Non si restaura "per" la mostra, che sarebbe contro ogni sano criterio di conservazione, ma avendo in mente che le opere prescelte dovranno essere esposte, quindi formare un contesto logico ed essere ciascuna rappresentativa di un problema critico o di restauro.
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