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RESTITUZIONI 2008
Prefazione
di Giovanni Bazoli
Presidente del Consiglio di Sorveglianza
Intesa Sanpaolo


Il programma Restituzioni è nato, vent'anni or sono, dalla convinzione che la gravissima mancanza di risorse a disposizione in importanti settori della vita sociale e civile (e in particolare quelli riguardanti il patrimonio artistico e culturale del nostro Paese), gestiti per tradizione dalla pubblica amministrazione, chiamasse in causa i privati, nel senso di porre a loro carico il dovere di intervenire in modo nuovo, più incisivo che in precedenza. Infatti, se i privati avessero mantenuto, nei confronti della sfera pubblica e delle sue articolazioni, una posizione di coinvolgimento soltanto indiretto, attraverso la semplice elargizione di denaro, il loro contributo non sarebbe risultato veramente efficace e duraturo. Si poneva cioè l’esigenza di costruire una nuova e codificata forma di partnership.
Si è così avviato un fecondo e originale rapporto di collaborazione nel campo culturale tra la nostra banca e le autorità pubbliche del settore. La validità del progetto Restituzioni è dimostrata sia dall’attenzione e dal grande apprezzamento che esso ha riscosso e continua a riscuotere presso il pubblico e il mondo degli studi, sia dal consuntivo dei risultati conseguiti.
Nel corso del tempo l’iniziativa è cresciuta di dimensioni e di significato. L’originario impegno nei confronti del Triveneto, successivamente esteso alla Lombardia, si è ampliato sino a coprire l’intero territorio nazionale (la mostra di quest’anno registra anche una significativa presenza di preziosi manufatti napoletani). Proprio il passaggio dalla dimensione locale a quella nazionale, che ci induce a misurarci con la complessità dei problemi riguardanti l’intero patrimonio artistico italiano, prova che il progetto ha raggiunto una piena maturazione.
In tutti questi anni un apposito nucleo di operatori culturali interni alla banca ha affiancato gli esperti esterni. Peraltro, i problemi che la nostra organizzazione ha dovuto affrontare per adeguarsi alle nuove esigenze e prospettive – correlate non solo all’estensione territoriale degli interventi proposti, ma anche alle relazioni sempre più strette con gli organismi di tutela e con alcuni dei più importanti musei italiani, non hanno mai fatto emergere l'esigenza di modificare l'impianto del programma. È rilevante rimarcare, sotto questo aspetto, che il passaggio del testimone dalla Banca Cattolica del Veneto al Banco Ambrosiano Veneto, quindi a Banca Intesa e oggi a Intesa Sanpaolo ha visto ogni volta riconfermato il pieno sostegno al progetto Restituzioni, le cui motivazioni di fondo rispondono al senso di responsabilità civica, sociale e culturale che ha sempre contraddistinto la vita delle banche confluite nell’attuale Gruppo.
Complessi e delicati sono i problemi che la conservazione delle opere d’arte comporta. Il restauro vanta una lunga storia che risale almeno al Rinascimento, ma che solo gradualmente ha visto mettere a fuoco i criteri e le norme oggi internazionalmente riconosciuti. Se è vero che il restauro rappresenta un passaggio cruciale per la migliore conoscenza dell'opera d'arte, il sapere dello studioso deve sempre coniugarsi con la più scrupolosa misura e correttezza dell’intervento. Per questo motivo il programma Restituzioni ha costantemente applicato, come molti osservatori hanno notato, procedure di conservazione e di restauro non intrusive.
In quattro lustri sono state “restituite” alla comunità oltre seicento opere d’arte. Tra queste figurano ben noti capolavori, ma gli interventi effettuati sono serviti anche a richiamare l’attenzione del pubblico e degli studiosi su opere che, poco o nulla conosciute, hanno rivelato straordinari motivi di attrattiva e di interesse.

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