IL PALAZZO   COLLEZIONI PERMANENTI   ARCHIVIO MOSTRE   MOSTRE IN CORSO
BIBLIOTECA   LAB. DIDATTICO   LAB. RESTAURO   CONTACT/BOOKSHOP
APPUNTAMENTI   PRENOTAZIONE VISITE   LINKS   RICERCA NEL SITO
Cerca
 
  |
  |
  |
Visita virtuale
 
 
 
RESTITUZIONI 2006
Prefazione
di Giovanni Bazoli
Presidente
Banca Intesa


Il programma Restituzioni, giunto ormai alla sua tredicesima edizione, offre lo spunto per riflettere sul valore della continuità dell'iniziativa, nel contesto politico-culturale del nostro Paese.
Il bilancio complessivo di questo programma, avviato alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, presenta in se stesso risultati assai positivi, ma in un quadro esterno che è davvero scoraggiante. Esaminando dapprima quest’ultimo aspetto, dobbiamo purtroppo riscontrare come in oltre tre lustri la realtà di emergenza che dette origine al programma non sia sostanzialmente mutata. Allora si trattava infatti di rimediare - con interventi di collaborazione e a volte di supplenza nei confronti delle pubbliche istituzioni di tutela - alle croniche mancanze di fondi per il restauro di opere d'arte di grande e spesso di straordinario pregio. Ebbene, quella situazione è venuta sin qui addirittura aggravandosi: il che ci ha spinto, nel corso degli anni, ad aumentare il numero degli interventi (che hanno ormai superato quota cinquecento) e ad ampliarne costantemente l'area, estesa ormai a tutto il territorio nazionale.
Se questo è il risvolto di perdurante gravità del problema, spero che sia riconosciuta al nostro istituto una convinta tenacia nell'affrontarlo in modo sistematico, anche se parziale rispetto alla vastità delle urgenze.

Banca Intesa crede da sempre alla fecondità di un rapporto di collaborazione tra pubblico e privato. Un grande istituto di credito non può non contribuire alla tutela e alla conservazione di un patrimonio artistico come quello italiano, che non ha eguali in alcuna altra nazione: un'eredità preziosa da trasmettere alle future generazioni in pristina dignitate.
In questo processo, a mio avviso, il ruolo del privato non può limitarsi a semplici, sia pur cospicue, elargizioni. Ma, più delle parole, è la continuità di Restituzioni che rende visibile e tangibile il nostro approccio nei confronti dell'arte e della cultura.
Vi si può riscontrare infatti l'organica e non occasionale partnership tra prestigiose istituzioni pubbliche e la nostra banca, nel rigoroso rispetto delle diverse competenze: da un lato quelle delle proposte e degli approfondimenti scientifici, dall’altro quelle di un indispensabile ruolo di coordinamento culturale e promozionale.
L'attenzione autentica per tutte le novità che un buon restauro apporta (anche quest'anno con esiti sorprendenti), favorisce, sia con la rassegna di tutte le opere restaurate sia con il catalogo, un originale e duraturo incremento alle nostre conoscenze.
Anche in questa tredicesima edizione la provenienza delle opere restaurate conferma il dialogo di Banca Intesa con alcune tra le più importanti istituzioni museali, quali la Pinacoteca di Brera, la Pinacoteca Ambrosiana, il Museo Bagatti Valsecchi, il Museo Poldi Pezzoli, le Gallerie Pontificie, le Gallerie dell’Accademia, il Tesoro di San Marco. Tanto da suggerire, dopo la tradizionale mostra nelle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, la presentazione di una selezione di opere restaurate negli anni recenti anche a Milano, Venezia, Roma. È un modo ulteriore per ribadire un'attenzione non effimera per il territorio che è il naturale contesto della nostra attività istituzionale, in tre capitali millenarie della vicenda artistica. In quest'epoca di crescente globalizzazione, di serrati confronti internazionali, il recupero della storia dell’arte intrecciata con la storia civile e culturale può anche contribuire in modo appropriato a sottolineare la nostra identità.

bookmark invia a stampa
  

|