I programmi espositivi delle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari proseguono secondo un itinerario che tende a indirizzare l’interesse suscitato dalla collezione di antiche icone russe, qui esposta in modo permanente, verso la conoscenza e lo studio di ulteriori e diverse forme storiche di rappresentazione del sacro. Una prima mostra, tenutasi nel 2000, è stato dedicata agli oggetti di carattere devozionale che la tradizione russo-ortodossa ha arricchito di preziosi valori e significati: mistici, simbolici, artistici. L’esposizione dell’anno scorso ha evocato gli ambienti e i riti, tradizionalmente pervasi di genuina religiosità, della vita domestica nell’antica Russia. Ora, con Percorsi del Sacro, icone dai musei albanesi ci accostiamo ad una delle ricche varianti che, lungo la storia del Cristianesimo, ha conosciuto la produzione iconografica; possiamo quindi vedere come essa si è manifestata in un’area periferica, dove l’arte e i canoni originari di Costantinopoli si sono confrontati con gli influssi di realtà culturali preesistenti.
Provenienti da quei territori adriatici che nei secoli passati furono provincie dell’impero d’Oriente e più recentemente si sono riconosciuti nell’entità geografica e politica dell’attuale Albania, queste icone bizantine e postbizantine vengono presentate in una successione cronologica che va dal tardo Medioevo a tutto l’Ottocento e che dà vita ad una specie di storia sacra per immagini. Tra i passaggi più significativi dell’esposizione troviamo un nucleo di tavole (tra cui una “porta regale” e parti di una “Déesis”) del maestro Onufri, attivo nelle chiese e nei monasteri di quelle regioni nei decenni centrali del Cinquecento. La produzione di questo autore, di formazione bizantina ma con evidenti influenze di stilemi occidentali e in particolare veneziani, raggiunge spesso risultati espressivi di grande bellezza spirituale, che richiamano momenti di suggestione – di sintesi, appunto, tra valori religiosi e valori estetici - già incontrati nelle esposizioni dedicate dalle nostre Gallerie alle civiltà dell’Oriente slavo e bizantino.
|